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Periodo: XVII sec.

Scultore, nato a Copertino; di lui si hanno notizie a partire dal 1620 al 1660. Interessante figura di scultore attivo in tutto il Salento fece uso di un linguaggio che è palesemente in antagonismo con quello dei "mastri" leccesi dei quali con spregiudicatezza ne assimilò elementi decorativi che inserì in un discorso di estrema elaborazione formale, spesso al limite del grottesco e del favoloso, utilizzando la pietra leccese al limite delle sue possibilità tecniche. La sua prima opera potrebbe essere l'altare della cappella di S. Maria dell'Alto nel distretto neritino. In quest'opera lo scultore adotta lo schema tipologico a transenna sicchè, scompare l'altare isolato per far posto ad una complessa "macchina" in cui i singoli elementi si compongono in un insieme unitariamente strutturato. La prima opera firmata dal Chiarello è lo scenografico altare maggiore dell'Annunziata a Squinzano (1629). Qualche anno dopo, nella Collegiata di Copertino, scolpì in forme più contenute l'altare di S. Maria della Neve che ai contemporanei apparve "bellissimo...posto in oro et azulo fino"; fu infatti uno dei pochi artefici a colorare i propri lavori. Nel 1633 è impegnato a Copertino nella residenza della famiglia Ruberti e in quell'occasione è chiamato "magister statuarius". Alla fine degli anni trenta scolpì l'altare della Vergine nel convento della Favana a Veglie (secondo a dx). Tra il 1645 e il 1648 fu a Maglie dove per la chiesa di S. Maria delle Grazie scolpì l'altare maggiore (1645) e il portale (1648). Sempre nel 1648 scolpì l'altare del Presepe nella Parrocchiale di Melendugno. Nel 1650 lo ritroviamo a Cursi presso il Santuario della Vergine dell'Abbondanza dove realizzò il sontuoso altare maggiore e la porta con la statua lapidea della Madonna dell'Abbondanza. Due anni dopo firmò l'altare maggiore della chiesa delle Grazie a Castrignano; suo è in quella chiesa il portale sormontato da un curioso baldacchino con il finestrone le cui paraste terminano in basso con due ghignanti mascheroni. Nel 1656 a Casarano realizzò l'altare della Madonna della Campana e nella chiesa Matrice l'altare del Purgatorio (1660). G.D. Chiarello fu attivo nell'edilizia copertinese. A lui si può agevolmente assegnare il portale di casa Prence; suo è anche il portale di via Gianserio Strafella al civico 9 dove le ali dei cavalli alati dei capitelli si trasformano in visi mostruosi. G.D. Chiarello lavorò nella Parrocchiale di Cavallino, a Carpignano e a Lizzanello presso l'altare di S. Antonio nella Parrocchiale.

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