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Periodo: XV-XVI sec.

Nato in un anno imprecisato che si potrebbe fissare intorno al 1480, di stirpe albanese trasferita a Napoli, Alfonso era figlio di Vrana che in segno di palese fedeltà ai sovrani aveva imposto ai tre figli maschi i nomi di Alfonso, Ferrante e Giovanni. Ebbero la cittadinanza napoletana nell'agosto del 1514. La loro arma fu rappresentata da un'aquila bicipite nera su fondo rosso. Alfonso trascorse l'adolescenza tra gli splendori e le miserie dell'ultima età aragonese. Visse la sue storie d'amore con Cassandra Marchese e Giulia de Gaeta. La prima la sposò nel 1499; più tardi si separò per amare Giulia. Da questo rapporto nel 1516 nacque Costantino Castriota. Nel 1513 Alfonso si era assicurato il titolo di marchese di Atripalda, comune tra Napoli e Foggia situato in un punto strategico da cui si controllavano le valli del Sabato e del Calore. Figura autorevole e prestigiosa quella di Alfonso se, come raccontano i cronisti dell'epoca, intorno a lui si ritrovarono uomini illustri dei quali si ritrova traccia soprattutto nell'epistolario tra lui e l'amico Giovanni Antonio Mansella. Il 18 gennaio 1518 sposò Camilla Conzaga: nozze con le quali stabilì un'alleanza con la famiglia padrona di Mantova che pure aveva interessi finanziari nel Regno di Napoli. La sua carriera militare cominciò dopo appena un anno dal matrimonio con Camilla. Nell'ottobre del 1519 infatti fu nominato governatore di Terra d'Otranto con incarico triennale e l'anno dopo gli venne confermato il comando di una truppa di 500 cavalieri. Fu Cavaliere di San Giacomo, titolo tra i più prestigiosi degli ordini cavallereschi della Spagna e che veniva concesso solo ai fedelissimi della corona di Madrid; i possessori di quel titolo, infatti, si impegnavano nella custodia del celebre santuario di S. Giacomo da Compostela in Galizia ed all'assistenza ai pellegrini che numerosissimi annualmente vi si recavano. Nel 1519 gli nasce il primogenito Antonio. Nel corso della sua esistenza Alfonso pensò sempre a consolidare le sue ricchezze e a circondarsi di validi geni dell'architettura militare come il dell'Acaya, l'Alarcon, l'Escrivà e il Menga. Del resto gli aragonesi prima e gli imperiali poi tennero i Castriota come baluardo contro il pericolo turco in terra d'Otranto. Alfonso Castriota fu anche esperto di giurisdizione le cui qualità espresse abilmente nei tribunali partenopei. Trascorse gli ultimi anni della sua via a Napoli in un palazzo ubicato in una zona della città detta Costantinopoli, a pochi passi dal convento di S. Maria della Sapienza dove era andata a rinchiudersi la sua prima moglie Cassandra Marchese, la quale gli sopravviverà. Alfonso fu un brillante, sagace e spregiudicato gentiluomo che si spense di vecchiaia un giorno imprecisato del 1544.

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