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La Torre Campanaria

Categoria Castelli e Torri

Costituisce una parte di un ambizioso piano d’intervento a favore della chiesa Matrice voluto dal clero e dall’Universitas e durato circa vent’anni. Il primo documento che attesta la costruzione di questa torre risale al 1588. In quell’anno l’Universitas delibera di affidare l’incarico ai magnifici Giovan Francesco Morelli, Virgilio Della Porta e Giulio Ruggiero di seguire tutte le fasi relative alla costruzione. Il 30 ottobre seguente, nella sagrestia della chiesa, si svolse la gara d’appalto tra due ditte: la prima rappresentata da G. M. Tarantino, Allegrazio Bruno, Tommaso Rizzo, Angelo Spalletta e Giovan Francesco Dello Verde; la seconda ditta era rappresentata da Pompeo Pugliese e Giacomo D’Amato. Dopo una serie di ribassi l’appalto viene assegnato al Tarantino

Alta 35 metri, la torre ha base quadrata ed è suddivisa in due ordini: il primo caratterizzato dalla semplicità volumetrica, il secondo da una forte incidenza scultorea. E’ costituita da poderosi setti murari interamente realizzata con conci in calcarenite. L’edificio è definito all’interno da tre camere. Al primo livello con pianta a croce, con copertura archivoltata, si accede dal transetto della chiesa. Da qui si imposta un sistema di scale che mettono in comunicazione i tre ambienti. Il primo tratto è costituito da due rampe: una allogata nella parete sud della torre l’altra in un setto dell’abside. Dalla seconda camera si passa alla terza e da questa alla copertura summitale che risulta accessibile attraverso un varco nella volta a mezzo di una scala di ferro di recente realizzazione.

Sulle facciate sono disposte in maniera simmetrica quattro colonne i cui fusti sono per metà incassati e poggianti su piedistalli cerchiati all’altezza della rastremazione. Esse impostano, con capitelli antropomorfi in pietra leccese, un architrave con fregi a motivi floreali e simbolici che culminano con un composito cornicione di coronamento. Le superfici residue tra le due colonne sono trattate con elementi di figurazione a rilievo: gli augustales sono supportati da mensole e contrappuntati da due nicchie. Le colonne binate si connotano all’interno dell’impaginato architettonico di una forte autonomia, con effetto di sfondamento sul piano visivo.

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