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Luoghi di culto

Sulle tracce di San Giuseppe a Copertino, città natale del Santo dei voli.

La stalletta

Passeggiando per le vie della città di Copertino, notevoli le testimonianze legate alla figura di San Giuseppe nato in questa città il 17 giugno 1603. Figlio di Felice Desa e Franceschina Panaca viene alla luce in una stalla, così come era accaduto a Gesù. La stalletta è un piccolo ambiente la cui estrema semplicità è definita dalla copertura lignea costituita da tronchi d'albero fissati tra loro con delle canne, dalle pareti laterali risultato della sovrapposizione di semplici pietre e una pavimentazione realizzata con le tipiche lastre lapidee che contraddistinguono le costruzioni del territorio salentino. Si accede nella stalletta scendendo due gradini, in quanto il piano di calpestìo è più basso rispetto a quello del Santuario. Al centro della parete frontale è collocato l'altare ligneo sulla cui mensa poggia una teca intagliata in un tronco d'albero che contiene un reliquiario con il cuore di San Giuseppe. La parete destra è quasi del tutto occupata da un grande camino. Testimoniano il gemellaggio con la città di Osimo avvenuto il 24 settembre 1989, la consegna delle chiavi della città marchigiana ai copertinesi, incorniciate ed esposte nella stalletta. Il visitatore può ancora oggi contemplare questo luogo sacro inglobato nel Santuario di San Giuseppe da Copertino.

Santuario di San Giuseppe da Copertino

Fu edificato su progetto dell'Arch. Antonio Preite originario del luogo, che portò a compimento la costruzione nel 1758, in seguito alla beatificazione del Santo nel 1753. La facciata leggermente concava nel centro, è il riflesso del linguaggio artistico che contraddistingue alcuni esempi di architetture settecentesche che s'ispirano alla produzione innovativa coeva dell'architetto napoletano Ferdinando Sanfelice, fratello del Vescovo della diocesi di Nardò Mons. Antonio Sanfelice. L'interno della chiesa a pianta centrale conserva delle opere il cui soggetto è San Giuseppe da Copertino. Degli ovali con cornici in stucco lungo le pareti curvilinee contengono un ciclo di dipinti su tela raffiguranti episodi riconducibili alla vita del Santo, mentre alle spalle dell'altare maggiore si erge la statua in cartapesta di San Giuseppe da Copertino. Ad evidenziare l'amore rivolto dal Santo dei voli agli animali, uno dei sentimento che lo accomunano alla figura di San Francesco, è il motivo iconografico dell' affresco collocato nella saletta adiacente la chiesa in cui San Giuseppe protegge due leprotti dai cacciatori.

La casa paterna

Si affaccia sulla piazzetta antistante il Santuario la casa paterna del Santo patrono. Il piccolo ambiente a pianta quadrata presenta un ingresso al centro della semplice facciata con timpano triangolare e una antica porticina lignea laterale che si affaccia su v. San Giuseppe. All'interno dell'aula il busto cartaceo raffigurante San Giuseppe con le mani giunte , mentre a destra è appeso il dipinto su tela in cui si decrive la morte di Franceschina Panaca. La scena coglie l'attimo che precede l'ultimo respiro della donna che miracolosamente vide apparire dalla finestra il figlio ospite del convento di Assisi.

Collegiata di Santa Maria ad Nives

Percorrendo le vie del centro storico si giunge alla Collegiata di Santa Maria ad Nives , con il battistero dove fu battezzato San Giuseppe da Copertino. La costruzione iniziata in epoca medioevale fu ricostruita nel corso del XVI sec., per essere arricchita di stucchi e consacrata nel XVIII sec. Presenta un impianto longitudinale a tre navate scandite da una teoria di colonne successivamente inglobate in pilastri settecenteschi su cui si impostano archi a tutto sesto. Il battistero è collocato a destra dell'ingresso principale. Restaurato nel 1856 attualmente è interamente realizzato in pietra. Consiste in un basamento con motivi vegetali mentre la parte superiore è ornata con finte nicchie inserite tra colonne. Il campanile fu realizzato da maestranze neretine tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento.

Santuario di Santa Maria della Grottella

Ma ad un luogo San Giuseppe restò legato per tutta la vita: il Santuario di Santa Maria della Grottella. In località Cigliano la chiesa con la residenza estiva del Vescovo fu edificata da Mons. Cesare Bovio vescovo di Nardò (1577-1583), in sostituzione dell'antica chiesa diroccata di Santa Maria della Grottella citata nella visita pastorale del 1473. Successivamente, nel corso del Seicento, l'ampliamento della chiesa e la realizzazione del convento che permettevano la permanenza in loco dei Frati Minori Conventuali. Inizialmente "grancia" del Convento di San Francesco intra moenia, grazie all'intervento di San Giuseppe il Convento della Grottella diventò indipendente così come, sempre per interessamento dello stesso Santo, evitò di essere chiuso per l'emanazione della Bolla di Innocenzo X che decretava la chiusura dei piccoli conventi. Attualmente la chiesa presenta la facciata 'a capanna' con il portale di modeste dimensioni, uno stemma e il rosone.

La struttura interna, voltata a botte unghiata, è definita da un impianto longitudinale ad unica navata con altari: quattro a sinistra titolati a San Leonardo, San Vito, Sant'Eligio e Sant'Antonio e tre a destra: della SS. Croce, di San Giuseppe Patriarca e di Santa Maria del Carmelo. Oltrepassato l'arco trionfale il presbiterio con al centro l'altare maggiore attribuito a G. D. Chiarello. Restaurato recentemente, conserva nella cona la 'pittura murale' raffigurante la Madonna col bambino. Sempre durante gli ultimi interventi di restauro, dopo aver spostato dalla mensa il ciborio ligneo, è venuta alla luce una lastra lapidea scolpita a rilievo che rivela l'immagine di un mascherone.

A destra dell'altare maggiore il cappellone di San Giuseppe da Copertino decorato 'a stucchi'e realizzato nel 1753 in seguito alla beatificazione del Santo. Al centro dell'altare la statua raffigurante San Giuseppe da Copertino in cartapesta che fu commissionata dai Frati Minori Conventuali in occasione della prima processione (1753) in onore del Santo. L'opera purtroppo ha subito notevoli rimaneggiamenti che ne hanno alterato l'aspetto originale.Nella parte inferiore dello stesso altare la cassa in cui fu conservato il corpo del titolare e dono della città di Osimo alla città di Copertino.

In due teche con vetro si conservano delle piccole sculture-reliquiario in pietra. Raffiguranti dei Santi Martiri e in origine interamente dorate, erano collocate nelle edicole dell'altare maggiore rimosse nel corso del Novecento.La parete sinistra del presbiterio è interamente affrescata. Suddivisa in tre registri, si osserva in quello superiore la raffigurazione di Angeli musicanti, al centro il Rritrovamento dell'effigie della Vergine e, in basso, ai lati della porta d'ingresso alla sagrestia, San Francesco riceve le stimmate a destra e la Visitazione a sinistra. Nell'adiacente convento di particolare interesse è la cella del Santo e la cella del Sangue.

La cella del Santo e la cella del Sangue

La prima fu scelta da San Giuseppe perché più vicina all'altare in cui si conserva l'effigie della Vergine Maria con Bambino che tanto amava. Era anche la più piccola e la più modesta di tutte le altre celle della struttura. Nella cella del Sangue il Santo si sottoponeva a severe penitenze. Un affresco sulla parete lo raffigura inginocchiato mentre abbraccia la Croce. In basso è incisa la data 1666.

La Sala di Rappresentanza del Vescovo e il Refettorio dei Pellegrini

La Sala di Rappresentanza del Vescovo con il grande camino e il Refettorio dei Pellegrini con l'affresco con soggetto l'Ultima Cena sono le due altre sale del convento da visitare.

Cappella di Santa Barbara

Nelle vicinanze del Santuario di Santa Maria della Grottella la Cappella di Santa Barbara . Come la cella del Sangue il Santo amava ritirarsi in questo luogo per pregare e per allontanare da sé le tentazioni.

(Testi a cura di Stella Fiore)

 
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